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Se divido il farmaco a metà prendo metà dose?!

Scena sicuramente nota a molti, è quella in cui il nonno o la nonna tagliano a metà (il più delle volte facendo forza con un coltello) "la pillola della pressione".

Io personalmente l'ho vista dividere anche in tre ed addirittura in quattro parti ma ... è sicuro farlo?

Partiamo dal presupposto che i farmaci che possono essere divisi hanno un segno ben evidente che indica dove tagliare. Tutti gli altri non andrebbero mai divisi!

Ma perché?

 

La formulazione di un farmaco a livello chimico-fisico è questione molto complessa ed il problema più grande è la stabilità del prodotto finale, ovvero quanto quelle sostanze insieme sono in grado di mantenere quella forma senza alterarsi. Questo, il più delle volte, infatti, determina i tempi di scadenza del farmaco ed anche l'eventuale necessità di provvedere, in fase produttiva, a far si che non si perda efficacia.

Tra tutte, la formulazione più stabile è quella secca o solida quindi compresse, capsule rigide (che si possono aprire solo se specificato altrimenti NO) e polveri/granulati. Capsule molli e supposte si dicono formulazioni semi-solide e poi ci sono le forme liquide.

Anche la distribuzione del principio attivo all'interno è PROBABILMENTE più uniforme nelle formulazioni solide ma anche qui la certezza non possiamo averla.

Per tutte, inoltre, bisogna considerare la presenza o meno di rivestimento.
Mi spiego meglio: oltre al problema della stabilità, c'è da tener conto che una volta somministrato, il farmaco deve sciogliersi. La maggior parte dei farmaci (come d'altronde gli alimenti) vengono assorbiti a livello intestinale (Ph basico) quindi l'ideale sarebbe che si sciogliessero solo una volta arrivati nell'intestino (o che vengano somministrati in supposta ma in quel caso potrebbe esserci ridotto assorbimento per presenza di materiale fecale).

Non tutti i principi attivi sono uguali però... e se la mia molecola venisse inattivata dal Ph acido dello stomaco?

Ecco qui che nella tecnologia farmaceutica nascono i rivestimenti che permettono di coprire il farmaco pronto e stabile al fine di evitare l'acidità gastrica ed anche di dare il giusto tempo di scioglimento.

Detto questo, vien da se che, se tagliamo o peggio ancora trituriamo, una compressa, apriamo una capsula o tagliamo una supposta perdiamo il film protettivo.

E' pero' ovvio che  "a mali estremi, estremi rimedi" quindi se, per esempio, devo dare un farmaco che esiste solo in compresse ad un bambino (improbabile) o ad un anziano non in grado di deglutirla (molto più frequente), l'unico modo sarà quello di tagliarla in più parti o triturarla ma non aspettiamoci grande efficacia.

In conclusione è sempre da tenere a mente che UN SINTOMO MENO FORTE NON RICHIEDE UNA DOSE RIDOTTA!

Il farmaco, se necessario, va assunto nella giusta dose altrimenti è inutile!"


Maurilia Moneta -  Le Pillole di una informatrice!

Classe 1985, donna, informatrice scientifica, mamma e moglie.

La mia formazione universitaria prima e professionale poi è fatta di farmacologia, chimica, patologia e dintorni mentre la vita privata di bimbi, famiglia, amici e interessi vari…

www.lepillolediuninformatrice.wordpress.com