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Provati per voi

"Bphone U10" , il primo cellulare pensato per la sicurezza dei bambini

Di fronte al dilagare di smartphone e tablet a portata di bambino, le mamme si trovano spesso spiazzate e vengono assalite da dubbi e timori sui potenziali pericoli per i propri figli. Oggi vi parliamo di un nuovo prodotto tutto italiano: si chiama "Bphone U10" ed è il primo cellulare pensato per la sicurezza dei bambini. Questo piccolo gioiello tecnologico, distribuito da Datamatic, è stato totalmente ideato e progettato da 21am e sostenuto da GioMax Corporation.

bPhone U10 è stato pensato (dagli accorgimenti sull'apertura del vano batteria fino all'utilizzo di vernici particolari) appositamente per essere utilizzato a partire dai 36 mesi di vita ma ciò non toglie che possa essere usato anche dagli anziani. Ne parliamo oggi con gli ideatori nonchè co-fondatori di 21am, Adam James Cavallari e Andrea Alessandri.

RemoVe Before Landing

E’ successo ancora perché gli esseri umani sono imperfetti e fallibili, tutti. Basti pensare che nel mondo, negli ultimi 16 anni, sono morti per ipertermia oltre 620 bimbi. L’ennesima tragedia è accaduta qualche giorno fa nel Connecticut: il padre ha dimenticato il figlio in auto, per ore, sul seggiolino. Il calore del sole ha avuto la meglio. Sì perché la temperatura all’interno di una macchina al sole – per effetto dei vetri trasparenti e delle parti interne soggette a rapido surriscaldamento (cruscotto, sedili, volante) – può salire di 10 o 15 °C ogni quarto d’ora, fino a raggiungere i 50 °C anche con una temperatura esterna di soli 25 °C. Le auto si trasformano in gabbie iper-riscaldate in pochi minuti e per di più la temperatura di un bambino sale più velocemente rispetto a quella di un adulto, a causa della minore superficie corporea e della minore quantità di riserve di acqua: date queste condizioni l’ipertermia in un bambino dimenticato in macchina può verificarsi anche in soli 20 minuti e la morte in meno di 2 ore.

Travel pop viaggi sereni ti porta in vacanza senza nausea

I lecca lecca che ti portano a zonzo senza nausea. Di cosa stiamo parlando? Dei "Travel Pop" di Halykoo. Quando ero piccola soffrivo di cinetosi - più di 6 milioni di italiani ne soffrono - (dal greco kinestos, “movimento”), un disturbo più conosciuto come “mal d’auto”, “mal di mare” e “mal d’aereo”. Ipersudorazione, pallore, spossatezza, cefalea, nausea e vomito sono i sintomi più diffusi.

A soffrire di questo malessere sono soprattutto i bambini (tre su dieci secondo le statistiche) in particolare in età compresa frai due e i dodici anni.

La nausea è il più debilitante tra i sintomi del mal d’auto e per questo è utile adottare precauzioni per non rischiare di rendere il percorso per raggiungere la  meta, un vero incubo per tutta la famiglia.

Dall’idea di un papà gli auricolari per proteggere le nostre figlie

LolaChat, brand italiano di auricolari per ragazze, lancia la nuova linea di auricolari per musica e cellulare only for girls studiata per facilitare e promuovere l’utilizzo di cuffiette tra le giovanissime durante le telefonate al cellulare, tenendole a distanza dalle onde elettromagnetiche.

Il 97% degli adolescenti usa abitualmente il telefonino per navigare, chiamare e mandare sms ma sono proprio loro i più esposti ai danni del campi elettromagnetici a radiofrequenza (classificati tra gli “agenti possibilmente cancerogeni” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) in quanto il loro sistema nervoso non è ancora perfettamente sviluppato; i tessuti cerebrali di bambini e teenager riescono ad assorbire maggiore energia ed essi saranno dunque più esposti degli adulti nel corso della loro intera vita. Il cellulare è responsabile del 99% delle radiazioni elettromagnetiche assorbite dal nostro corpo e l’utilizzo degli auricolari ridurrebbe l’assorbimento del 90%: questi i dati emersi da una ricerca condotta dalla CoReCom presentata a giugno 2014.

Mamme e shopping on line: binomio perfetto

Hanno 30 anni, sono mamme (hanno mediamente due figli), ambiziose,  impegnate sul lavoro e abituate a reperire informazioni in rete e successivamente ad acquistare on line.  Le chiamano ‘Web-shopper’ perché il difficile compito di far conciliare l’intensa attività lavorativa con la gestione della vita familiare, le porta ad approcciarsi al web in maniera attiva. Sì perché quando si diventa mamme il tempo è sempre poco e la fatica di trascinarsi in giro per negozi tanta. Di conseguenza l’acquisto on line semplifica il quotidiano. Secondo l’Istituto di Marketing Management  “La propensione all’e-commerce sta diventando un’attitudine nelle mamme italiane, che vedono nella rete un complice, in grado di dare consigli, suggerimenti e opportunità di risparmio”. Qualche giorno fa abbiamo fatto un giro nella galleria on line di piustyle.com e siamo rimaste piacevolmente colpite da marchi e prezzi: abbigliamento donna, uomo, bambino e accessori senza tralasciare tessili per la casa e prodotti corpo. Per accedere alle vendite basta registrarsi QUI.