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Come nasce una mamma

Benedetta Maffia
Classe '81, barese, giornalista.

Quando diventi mamma, o forse qualche mese prima, inizi a vedere il mondo con occhi diversi. Questo mondo e quello che vorrei l’ho iniziato a raccontare qui.  
Come nasce una Mamma comincia così.

Come nasce una mamma è un luogo virtuale di scambio, confronto e informazione. Un modo per comprendere e anticipare le fasi dell’essere mamma. Una finestra sull'universo femminile per uomini, mariti ma soprattutto papà.

Qui raccontare diventa un modo per non perdere l'orientamento. Perché la gioia di diventare mamma è infinita, ma anche la fatica, gli effetti collaterali, i dubbi, le curiosità, i momenti giù, la vita che cambia e non sempre si è d'accordo o si è pronte.

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 Come nasce una mamma nasce il 14 febbraio 2013 grazie al supporto di Serena Fortunato, amica e collega preziosa. A qualche mese da questo inizio i nostri progetti si sono moltiplicati. La forza di due mamme, peraltro giornaliste e donne di pr sul territorio, inizia a dare i suoi frutti.

Per la prima volta a Bari e a Foggia un cinema viene aperto alle mamme che allattano con una rassegna ad hoc.

I contatti crescono, i fan pure, le idee proliferano. In molti ci chiedono voce, di collaborare, di interagire, di raccontarsi. In molti ci ringraziano delle informazioni quotidiane. Abbiamo capito che c’è molto bisogno di spazi e luoghi di accoglienza e confronto tra donne che vivono gli stessi problemi, le medesime paure e preoccupazioni.
Abbiamo capito che la nostra visione del mondo è condivisa.

Tra i prossimi progetti: una rassegna sul cibo per piccoli, diverse collaborazioni con blog nazionali, un programma di eventi per mamme e bimbi, il coinvolgimento di altri esperti di fama nella redazione dei post, un impegno attivo al fianco di associazioni per la difesa dei diritti dei bambini e delle donne. E chissà quanto altro.

Insomma, se oggi ci chiedono dove vogliamo arrivare, probabilmente abbiamo talmente allargato gli orizzonti rispetto all’inizio che ci è difficile darci un limite. Di sicuro abbiamo un obiettivo di lungo periodo: attuare cambiamenti sociali e strutturali nell’ambiente in cui viviamo, cambiare il parametro per passare dall'adulto, maschio, lavoratore, al bambino: abbassare l'ottica delle persone e delle amministrazioni ad altezza di bambino, per non perdere nessuno. Una città adatta ai bambini è una città dove tutti vivono bene. Una città per non dire un Paese. E se lo capissero tutti, dalle aziende private alle istituzioni pubbliche, sarebbe agevole procedere in una direzione esatta a misura di bambino e quindi attenta al futuro del Paese.