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L’avventura della crescita - Eccomi!

La prima modalità con cui il bambino si affaccia al mondo coincide con il primo vagito, il suo primo pianto che spesso genera sollievo nella madre: è vivo, piange, è andato tutto bene.

Il pianto del bambino alla nascita è però, a livello fisiologico, un pianto di dolore: l’aria che il bambino respira appena dopo il parto è per lui una sensazione nuova e fastidiosa in quanto va ad asciugare le tenere mucose della bocca e che apre poi i polmoni. Quello che il neonato prova è dunque una sensazione di spiacevole dolore e bruciore che manifesta piangendo e che generalmente  si placa con il primo abbraccio della mamma che, accogliendolo, lo rassicura.

Con la nascita, il neonato lascia il caldo e accogliente grembo della mamma e incontra un nuovo mondo, una nuova realtà densa di stimoli che spesso può spaventare e agitare il piccolo. Il pianto del bambino si trasforma in quiete nel momento in cui c’è una madre, la sua mamma, che lo culla, che lo abbraccia e che diventa luce nel buio.

L’infans (così Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese, definisce il neonato) è letteralmente “colui che non parla”, potremmo aggiungere che al posto della parola, l’infante, usa il pianto, il suo primo urlo, per dire qualcosa di sé.

E cosa vuole dire il bambino con il suo pianto? Il neonato sembrerebbe proprio dire: “Cerco qualcosa di caldo, di rassicurante, di speciale che mi possa abbracciare”…ed ecco che arrivano le braccia della mamma!

Ed è proprio questo che, in una delle sue celebri affermazioni, sosteneva Winnicott quando scriveva che il lattante non esiste da solo, esiste invece con qualcun altro che lo faccia sentire parte di una relazione e che lo faccia quindi vivere, o meglio esistere come soggetto. Il bambino piccolo non può sopravvivere isolato quando viene al mondo, può esistere solo se relazionato ad un altro capace e disponibile ad accoglierlo, a proteggerlo e a dare una risposta al suo primo grido.

Spesso questo “altro” è la donna che, nell’incontro con il figlio, può dare origine all’esperienza del suo essere madre; accogliendolo finalmente tra le sue braccia, dopo averlo accolto nella sua mente e nel suo cuore per i nove mesi della gravidanza.

Il momento del primo abbraccio, così intimo e privato, non ha quindi bisogno di parole: si basa sulla speciale reciprocità di sguardi, di curiosità e di meraviglia che favorisce ed è alla base del primo incontro.

Nessuna madre è simile a un’altra poiché in quella madre c’è la donna che la madre è, con la sua storia, le sue fantasie e le sue attese. Potremmo anche dire che tutti i neonati sono diversi, ognuno vive la propria venuta al mondo in una modalità propria, singolare: è, quello tra neo-mamma e neo-nato, l’incontro tra due originalità che, lentamente, devono scoprirsi e conoscersi.

Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus


 L’associazione Pollicino è una onlus formata da un’equipe di specialisti, tra i quali psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti e pediatri, che da sette anni si occupa di promuovere importanti iniziative volte alla cura e alla prevenzione dei disturbi alimentari in età pediatrica e adolescenziale. Disordini come anoressia, iperfagia e obesità contrariamente a quello che comunemente si possa pensare, compaiono sempre più spesso precocemente, sin dai primi anni di vita del bambino: l’Associazione opera dunque su più fronti, per sensibilizzare genitori, educatori e specialisti su questi temi ancora poco conosciuti, per fornire supporto alle famiglie che stanno vivendo questo tipo di problematiche e infine, in ambito scientifico, per continuare l’importante lavoro di ricerca sul tema testimoniato da numerose pubblicazioni.

Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus - Via Leone Pancaldo 1, Milano - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.pollicinoonlus.it - 800.644.622